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04-01-2011

L’America ha bisogno di altre centrali. Tutto sta a cominciare



L’America ha bisogno di altre centrali. Tutto sta a cominciare

Gli Stati Uniti sono stati il Paese pioniere dell'energia nucleare, e devono ora darsi da fare per riconquistare la posizione di avanguardia di fronte al dinamismo degli altri Paesi, soprattutto asiatici.

Lo scrive Gilbert Brown, professore di ingegneria nucleare alla University of Massachusetts di Lowell, in un editoriale sul quotidiano Eagle Tribune di North Andover (Massachusetts).

Brown ricorda che la produzione americana di energia nucleare è cresciuta del 40% dal 1990, anche se non è stata costruita nessuna nuova centrale: il merito è del miglioramento di quelle esistenti. Infatti il fattore di capacità, cioè il rapporto dell'energia prodotta rispetto a quella massima teorica, è passato da una media del 70% a una del 90%. Inoltre sono stati effettuati 120 incrementi di potenza, per un aumento totale di 5800 MW, più altri 3500 MW programmati.

Ma tutto ciò non basta più: servono nuove centrali per soddisfare l'aumento della domanda di elettricità e allo stesso tempo sostituire gradualmente gli impianti a combustibili fossili. Le fonti rinnovabili, secondo Brown, sono senz'altro utili ma insufficienti a garantire l'elettricità di carico base, a causa della loro natura incostante.

Dopo decenni senza nuove centrali, l'industria nucleare americana sta ancora mostrando una certa resistenza a mettersi in marcia. Proprio per vincere questa resistenza l'amministrazione Obama ha stanziato prestiti garantiti per assicurare alle imprese il ritorno degli investimenti in ogni caso.

Secondo Brown, tutto sta nel cominciare: dopo la costruzione delle prime centrali della prossima tornata, i progetti tenderanno a standardizzarsi, con un grande risparmio di tempo. Anche i tempi necessari per le autorizzazioni si dimezzeranno, scendendo da 4 a 2 anni. Con procedure più agili, crescerà l'interesse degli investitori, e si metterà in azione un circolo virtuoso: gli Stati Uniti potranno partecipare con un ruolo di primo piano al rinascimento nucleare globale.



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