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MONDO - Uranio e combustibile



04-01-2011

La Cina avrà combustibile per 3000 anni



La Cina avrà combustibile per 3000 anni

La Cina ha sviluppato la tecnologia necessaria per riprocessare il combustibile esaurito, in modo da poterlo riutilizzare: le scorte cinesi di uranio saranno così sufficienti per 3000 anni anziché per 70.

Lo ha annunciato la televisione di Stato cinese CCTV, aggiungendo che gli scienziati hanno lavorato 24 anni in una località segreta nel deserto di Gobi. La stessa fonte non ha però fornito dettagli sulla tecnica, specificando solo che si tratta di «un procedimento chimico efficace e sicuro».

Altrettanto vaghe sono le informazioni sulle effettive intenzioni della Cina di applicare questa tecnica su scala industriale. Secondo Matthew Bunn, esperto dell'Università di Harvard in materia di nucleare cinese, produrre tutto quel combustibile richiederebbe un impianto gigantesco e molto costoso: sarebbe più conveniente custodire le scorie per i prossimi decenni, finché non si scoprirà una tecnologia più economica.

In ogni caso la Cina si è assicurata almeno la possibilità di mantenere la propria indipendenza energetica, un elemento geopolitico fondamentale visti i progetti estremamente ambiziosi: secondo i piani del governo la potenza nucleare installata nel Paese passerà dagli attuali 9000 MW a 112.000 MW. Nel 2030 la Cina potrebbe addirittura superare gli Stati Uniti e diventare il primo produttore di energia nucleare al mondo.

Il riprocessamento delle scorie consiste essenzialmente nel riciclare l'uranio e il plutonio presenti nel combustibile esaurito, per riutilizzarli come nuovo combustibile. Gli svantaggi sono i costi economici dell'operazione e la possibilità teorica che i materiali riciclati possano essere utilizzati a scopo bellico. Per questo gli Stati Uniti hanno sempre rifiutato questa opzione, scelta invece da quasi tutti i grandi produttori di energia nucleare: Giappone, Francia, Regno Unito, Russia, India.

Alla lista si è ora aggiunta la Cina: «Con questo ultimo esperimento abbiamo prodotto uranio e plutonio di qualità standard, per cui possiamo dire che è un grande successo», ha commentato Wang Junfeng, direttore del progetto.



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