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IdV: referendum sui siti, non sul deposito di scorie
Referendum regionali sul nucleare?
ITALIA - Politica
13-01-2011
Sul nucleare italiano deciderà il referendum

Il ritorno dell'Italia all'energia nucleare sarà deciso da un referendum. Il 12 gennaio infatti la Corte Costituzionale ha giudicato ammissibile il quesito referendario proposto dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
La domanda referendaria chiederà agli italiani se vogliono abrogare tutti gli articoli di legge che riaprono all'energia nucleare: sono quelli contenuti nella Legge 99/2009 ("Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia"), nella Legge 133/2008 sullo "Sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" e nel Decreto legislativo n.31 del 15 febbraio 2010 ("Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi").
Chi è contrario a nuove centrali nucleari in Italia dovrà votare Sì all'abrogazione; chi invece è a favore dovrà votare No.
Il referendum non riguarda invece le norme sulla gestione delle scorie: è evidente la necessità di trovare una soluzione almeno per quanto riguarda le scorie prodotte dagli impianti a scopi medici e di ricerca, e in passato dalle vecchie centrali.
Gli italiani saranno chiamati dunque per la seconda volta a pronunciarsi direttamente sul tema dell'energia nucleare. L'8 novembre 1987, sull'onda dello shock provocato dall'incidente di Cernobyl, gli italiani avevano votato 3 referendum in materia, abrogando altrettanti articoli di legge: il diritto del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti, il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone e la possibilità per l'Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero. La maggioranza in favore dell'abrogazione era stata dell'80,6%, del 79,7% e del 71,9% rispettivamente.
Nella nuova tornata ci saranno 4 quesiti referendari, di cui però uno solo riguarderà l'energia nucleare: uno chiederà di abrogare la norma sul legittimo impedimento per il presidente del Consiglio dei ministri e due la privatizzazione dell'acqua potabile (sulla quale altri due referendum sono stati respinti dalla Consulta).
La data della consultazione sarà stabilita dal Presidente della Repubblica, su proposta del Consiglio dei ministri, e dovrà essere una domenica compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno.
(Nessum commento.)



