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Per i reattori di ricerca è l'ora dell'uranio a basso arricchimento
Anche i reattori di ricerca russi passeranno all'uranio a basso arricchimento
MONDO - Politica
14-01-2011
Stati Uniti e Russia più vicini che mai

L'ascia di guerra è seppellita da tempo, e per Stati Uniti e Russia inizia ora un lungo periodo di collaborazione per gli usi pacifici dell'energia nucleare: il 12 gennaio 2011 è entrato in vigore il trattato conosciuto come "Accordo 123", dall'articolo 123 dell'US Atomic Energy Act, la legge americana che disciplina la collaborazione nucleare con altri Paesi.
Finisce così una lunga fase di negoziazione: l'accordo infatti, dopo anni di trattative, era stato firmato il 6 maggio 2008, ma sospeso dall'amministrazione Bush nell'estate dello stesso anno a causa della partecipazione russa alla guerra in Abkhazia. Riesaminato dal nuovo presidente Barack Obama, è stato ratificato dal Congresso americano nel dicembre 2010.
L'accordo, che avrà una durata di 30 anni, copre la ricerca in materia di energia nucleare, gli aspetti commerciali e le iniziative per la non proliferazione.
Le industrie e i laboratori dei due Paesi potranno ora collaborare allo sviluppo di tecnologie innovative, come nuovi progetti di reattori e combustibili innovativi.
Dal punto di vista economico, l'accordo apre la strada alla formazione di joint venture fra società americane e russe per la commercializzazione di combustibile, materiali e componenti varie, compresi interi reattori.
Per quanto riguarda la non proliferazione, si pongono le basi per lo sviluppo di tecnologie più sicure, per analisi più accurate dei materiali nucleari e per un quadro legale di riferimento comune.
In questo senso il trattato corona una collaborazione già avviata da tempo fra i due Paesi, che hanno collaborato alla riconversione dei reattori di ricerca dall'uranio ad alto arricchimento all'uranio a basso arricchimento: un processo a cui Stati Uniti e Russia hanno collaborato in vari Paesi del mondo e che ora la Russia sta applicando anche ai propri laboratori. Rientra in questo ambito anche la creazione di una banca dell'uranio in Russia, seguita dalla proposta di un'analoga banca affidata interamente all'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
(Nessum commento.)



