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ITALIA - Commenti
18-01-2010
Zorzoli: la lobby del gas rema contro il nucleare italiano
Le resistenze all'introduzione in Italia dell'energia nucleare provengono da «un'importante frazione del mondo industriale italiano», che ha già tentato di «mettere il bastone fra le ruote ai meccanismi che garantiscono lo sviluppo delle fonti rinnovabili». Lo sostiene un articolo pubblicato online su Staffetta Quotidiana da Giovanbattista Zorzoli, ingegnere nucleare e autore di numerose pubblicazioni nel campo energetico.
Zorzoli osserva che l'Enel, in prima fila per lo sviluppo del nucleare in Italia, ha contribuito nel 2008 solo per il 31,8% alla produzione elettrica nazionale: il restante 68,2% viene da aziende spesso impegnate nella realizzazione di terminali di rigassificazione del gas naturale liquefatto. Questo vale sia per l'energia nucleare sia per le rinnovabili, che però suscitano minori opposizioni e possono contare, a differenza del nucleare, su vincoli europei. Gli interessi della lobby del gas sono evidenti: il programma nucleare comporterebbe una riduzione dei consumi di gas fra 17 e 18 miliardi di metri cubi all'anno.
A conferma della sua teoria, Zorzoli ricorda che, già prima del referendum abrogativo del 1987, le proteste contro il programma nucleare italiano si erano accentuate e allargate nei primi anni Ottanta, «in coincidenza con l'avvio della realizzazione del gasdotto Algeria-Italia».
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