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ITALIA - Politica



24-01-2011

Le Regioni bocciano la direttiva del Cipe, ma il governo va avanti



Le Regioni bocciano la direttiva del Cipe, ma il governo va avanti

La direttiva del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) sui requisiti che dovranno soddisfare le prossime centrali italiane è stata bocciata da 8 Regioni, mentre 4 l'hanno giudicata positivamente e le altre non si sono ancora espresse.

È l'esito della Conferenza unificata Stato-Regioni che si è tenuta il 20 gennaio. Le Regioni contrarie sono Basilicata, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Umbria, Puglia, Liguria e Sicilia. A favore si sono pronunciate Veneto, Lombardia, Piemonte e Campania.

Il governo intanto cerca di accelerare l'iter nucleare. Il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani ha incontrato il 21 gennaio a Roma il ministro francese dell'energia Eric Besson, per discutere fra le altre cose del programma nucleare italiano e in particolare della collaborazione fra Enel e EdF.

«Abbiamo dato la nostra rassicurazione a Besson che dopo l'insediamento dell'autorità per la sicurezza procederemo rapidamente secondo i criteri fissati dall'autorità», ha assicurato Romani.

A sua volta Besson ha garantito l'appoggio alla scelta tecnologica del reattore di modello Epr da parte del consorzio Enel-EdF. Riferendosi all'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, Besson ha dichiarato: «Voleva essere rassicurato sul fatto che la Francia sosterrà l'Epr e la nostra risposta è un sì a tutto tondo». Besson ha anche espresso «pieno sostegno» alla partecipazione dell'Enel alla produzione nucleare in Francia.

In generale, Besson si è detto «a disposizione del governo italiano e delle aziende che in maniera legittima si pongono domande sulle ricadute economiche e sociali del nucleare, così come siamo a disposizione dei cittadini».



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