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MONDO - Ricerca
24-01-2011
La centrale del futuro? Sottomarina
Anche le centrali nucleari, come i parchi eolici, potranno essere offshore. Dopo il primo modello russo di "reattore galleggiante, cioè installato a bordo di un'apposita imbarcazione, è ora la Francia a lanciare il dernier cri: un reattore sottomarino, da collocare sul fondale marino al largo delle coste.
Il primo progetto di questo tipo, chiamato Flexblue, è in corso di sviluppo nei centri di ricerca della società francese DCNS, che lo sta portando avanti da due anni in collaborazione con Areva, EDF e al Commissariat à l'énergie atomique (CEA).
Flexblue è un piccolo reattore ispirato ai modelli usati da decenni dalla marina francese per la propulsione dei sommergibili. Finita la prima fase delle ricerche, inizia ora la seconda, che durerà altri due anni. Secondo i progettisti, il primo prototipo potrebbe essere pronto nel 2016.
Consiste in un cilindro lungo 100 metri, mentre la base ellittica misura 15 per 12 metri. All'interno del cilindro, oltre al reattore, trovano posto anche le turbine, il generatore di vapore e il generatore elettrico, con una potenza compresa fra 50 e 250 MW.
Flexblue potrà essere collocato sul fondale marino, a una profondità di 60-100 metri, al largo della località o dell'impianto industriale a cui fornirà elettricità tramite cavi sottomarini. Secondo la DCNS, avrà un livello di sicurezza paragonabile a quello delle centrali di terza generazione.
Per la Francia, uno dei principali produttori di reattori nucleari al mondo, Flexblue è la carta da giocare sul mercato dei piccoli reattori: i potenziali concorrenti commerciali, più che i reattori galleggianti russi, potranno essere i piccoli reattori "terrestri" allo studio in Giappone e soprattutto negli Stati Uniti.
Paolo Gangemi
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