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ITALIA - Industria/economia



20-01-2010

Presentato alle imprese il progetto Enel per il nucleare made in Italy



Presentato alle imprese il progetto Enel  per il nucleare made in Italy

Si è tenuto a Roma, presso la sede di Confindustria, l'incontro Supply Chain Meeting-Progetto nucleare Italia, organizzato da Confindustria ed Enel per presentare alle imprese italiane le informazioni utili per intraprendere il percorso di qualificazione necessario per operare nel settore nucleare. All'evento hanno partecipato oltre 700 rappresentanti di circa 400 imprese
L'incontro ha preso il via la mattina con una sessione plenaria di carattere informativo, seguita nel pomeriggio da alcuni workshop tecnici, riservati ad un numero contenuto di aziende segnalate dalle Associazioni e Federazioni di categoria.

Nei saluti di benvenuto, Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, e Fulvio Conti, AD di Enel, hanno illustrato alla platea l'attuale sfida energetica con cui l'Italia si deve confrontare e di cui il nucleare rappresenta - hanno detto - una parte irrinunciabile per ogni eventuale soluzione.

Sulle grandi opportunità del programma nucleare italiano ha insistito Emma Marcegaglia, che calcola in oltre 30 miliardi di euro gli investimenti previsti entro il 2025. «L'atomo - ha affermato - rappresenta una formidabile occasione di crescita tecnologica, che darà alle nostre imprese le competenze per ottenere commesse anche all'estero nella nascente filiera internazionale dell'EPR, in cui lavorano già oggi una cinquantina di società italiane. Inoltre consente di produrre energia più sicura a costi più bassi e in modo compatibile con l'obiettivo della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra».
«Vanno però previsti investimenti a lungo termine - ha ribadito Marcegaglia - che hanno bisogno di regole chiare e certe. Sarà quindi fondamentale che il Paese cambi logica, riducendo la demagogia e aumentando la concretezza. In particolare occorre definire bene, nel miglior modo possibile, le regole che sono fondamentali per cogliere le opportunità dell'opzione nucleare».

Da parte sua Fulvio Conti ha spiegato che il Governo «sta speditamente definendo un quadro regolatorio complesso, chiamato ad assicurare regole, tempi certi per l'iter autorizzativo e responsabilità chiare. Il Decreto legislativo sulla disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio, approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all'esame delle Commissioni Parlamentari, va esattamente in questa direzione».
Ma, ha aggiunto l'AD di Enel, «per assicurare la credibilità e la sostenibilità economica di un progetto epocale come questo devono verificarsi altre condizioni imprescindibili. Innanzi tutto la stabilità della legislazione e delle disposizioni regolatorie: serve un quadro normativo chiaro e delineato secondo una visione politica di lungo periodo. Una politica energetica senza ripensamenti che dia certezze agli investitori: per questo, secondo noi, è necessario che tale materia - nell'ambito di una riforma del titolo V della Costituzione - torni competenza dello Stato, pur nel rispetto delle prerogative locali».
«Un'altra condizione essenziale per la sostenibilità del nucleare nel lungo periodo - ha inoltre ricordato Conti -  è quella di poter operare con meccanismi di mercato equilibrati, che diano garanzie riguardo alla stabilità dei prezzi: se vi sarà certezza riguardo alla struttura dei ricavi, i progetti saranno finanziabili sena bisogno di sostegni pubblici».

Per quanto concerne il problema del coinvolgimento delle imprese italiane nel programma nucleare proposto da Enel in joint venture con la francese Edf (4 reattori Epr di terza generazione avanzata, da 1.600 MW ciascuno), il direttore della Divisione Ingegneria e Innovazione dell'Enel, Livio Vido, ha affermato che dei 16-18 miliardi di euro di investimenti previsti, circa il 75% verrà messo a gara e sarà quindi a disposizione delle aziende italiane. Infatti, il 50% del costo di un reattore Epr (4-4,5 miliardi di euro) è costituito dall'"isola nucleare", che sarà realizzata per metà da Areva e per il resto da contrattisti. A questi ultimi saranno inoltre affidate l'"isola convenzionale" (30% dell'investimento) e le opere civili (20%).
I progetti saranno sviluppati con un approccio "multi-contract" (cioè senza general contractor), da Enel e Edf, che in qualità di "architect engineer" cureranno il project management complessivo, la definizione della strategia contrattuale e delle specifiche tecniche e dei capitolati d'acquisto, la qualifica dei fornitori, l'elaborazione del "basic design", la gestione dei contratti e il coordinamento e controllo delle attività di ingegneria, fabbricazione componenti, costruzione e commissioning.



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