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21-01-2010

Le Regioni sono abbastanza coinvolte nella scelta dei siti?



Le Regioni sono abbastanza coinvolte nella scelta dei siti?

Nelle decisioni in materia di energia nucleare, e in particolare per quanto riguarda la scelta dei siti destinati a ospitare le centrali e il deposito di scorie, il Governo sembra muoversi nella direzione della ricerca di maggiori intese con le Regioni. Ma è un coinvolgimento sufficiente?

La domanda la pone un articolo pubblicato online il 19 gennaio su Staffetta Quotidiana da Antonio Di Martino, ricercatore del progetto PEA (Politiche energetiche e ambiente) e Antonio Sileo, ricercatore presso l'Istituto di economia e politica dell'energia e dell'ambiente (IEFE) dell'Università Bocconi.

Secondo lo schema di decreto legislativo approvato il 22 dicembre 2009 dal Consiglio dei ministri, i siti prescelti per gli impianti nucleari e per il deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi passeranno all'intesa con le Regioni interessate e, infine, alla Conferenza unificata Stato-Regioni.

Ora, notano Di Martino e Sileo, ci sono due tipi di intese: quelle "deboli", per cui in caso di mancato accordo una delle due parti può procedere a una decisione unilaterale, e quelle "forti", in cui l'accordo fra le parti è imprescindibile. Nel caso specifico, mentre le Regioni ritengono che in materia di nucleare non si possa prescindere da un accordo paritario, per lo Stato la leale collaborazione non può spingersi fino al punto di creare logiche paralizzanti di «ricerca dell'accordo, a tutti costi».

La bozza del decreto afferma che, nel caso di mancata intesa, è prevista l'istituzione di un Comitato interistituzionale. Se non si riesce a costituire il Comitato interistituzionale o non si arriva all'intesa entro sessanta giorni, si provvede con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, intergrato con la partecipazione del presidente della Regione interessata.

Su questo punto si era pronunciata anche la Corte Costituzionale: in base alla sentenza 62/2005, nel caso in cui non venga raggiunta l'intesa per l'individuazione del sito, «lo Stato deve essere posto in condizioni di assicurare egualmente la soddisfazione dell'interesse unitario coinvolto, di livello ultraregionale». Anche per quanto riguarda la realizzazione dell'impianto, per la Corte è necessaria la partecipazione al procedimento della Regione interessata, «fermo restando che in caso di dissenso irrimediabile possono essere previsti meccanismi di deliberazione definitiva da parte di organi statali, con adeguate garanzie procedimentali».

In conclusione, secondo i due autori, la norma non sembra riconoscere alle Regioni il potere unilaterale di interdire i propri territori ai siti nucleari, in assenza di accordo con lo Stato.



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