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26-01-2010

Lituania: 73% fiduciosi nella sicurezza nucleare



Lituania: 73% fiduciosi nella sicurezza nucleare

Il 73% dei cittadini lituani sono convinti che è possibile gestire una centrale nucleare in sicurezza. È il risultato di un sondaggio realizzato dalla società di statistica anglo-lituana Baltijos Tyrimai per conto della Vatesi, l'autorità statale per la sicurezza nucleare. Il dato è al di sopra della media europea del 69%, rilevata nel 2006.

Inoltre, il 56% dei lituani è convinto della possibilità di gestire in sicurezza le scorie radioattive, e il 59% pensa lo stesso del loro trasporto. Il sondaggio è stato condotto fra ottobre e novembre del 2009, mentre la Lituania si apprestava a chiudere definitivamente la centrale di Ignalina.

La Vatesi, per il direttore esecutivo Michail Demcenko, reputa molto importante il giudizio dell'opinione pubblica, e ha chiesto a tutte le altre istituzioni coinvolte di lavorare insieme per migliorare ancora le attività regolatorie, aumentare la trasparenza e favorire la comunicazione con il pubblico.

L'energia nucleare gode di un grande favore in Lituania, come era stato già dimostrato con la contrarietà alla chiusura di Ignalina: nonostante il reattore in attività fosse del tipo ad acqua leggera moderato a grafite, simile a quelli di Chernobyl, un referendum non vincolante nel 2008 aveva mostrato una forte volontà di prolungarne l'attività fino al 2012. Il motivo è che il reattore, comunque chiuso alla fine del 2009 in base agli accordi che la Lituania aveva firmato per entrare nell'Unione Europea, forniva il 70% del fabbisogno elettrico nazionale. Per colmare il deficit energetico che si è venuto a creare, e che al momento la costringe a importare elettricità dall'estero, la Lituania ha già avviato le procedure per la costruzione di una nuova centrale nucleare a Visaginas.



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