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MONDO - Politica
27-01-2010
La Germania cambia idea: resteranno in attività le centrali

La Germania manterrà in attività le centrali nucleari. I negoziati fra il governo e le società energetiche sul futuro dei reattori tedeschi sono cominciati il 21 gennaio 2010, ma diverse fonti di stampa, come il giornale Der Spiegel, riferiscono indiscrezioni attendibili in base alle quali la decisione è già stata presa.
Sono diversi i Paesi che hanno fatto marcia indietro sul nucleare, ma il caso della Germania, la prima potenza economica europea, è particolarmente eclatante. Nel 2002 il governo rosso-verde di Gerhard Schröder aveva stabilito la chiusura di tutte le centrali entro il 2022, a partire dal 2010 con quelle più antiche di Neckarwestheim 1 e Biblis. Negli anni successivi il governo di coalizione fra i cristiano-democratici di Angel Merkel e i socialdemocratici della SPD non aveva effettuato inversioni di rotta: il cambiamento viene dal nuovo governo, di cui al posto della SPD fa parte il partito liberale FDP.
La decisione del governo non è del tutto una sorpresa: la stessa Angela Merkel si era impegnata recentemente a prolungare l'attività delle centrali. Il provvedimento ufficiale sarà preso però solo dopo le elezioni in calendario a maggio nel Land della Renania del Nord-Vestfalia: una mossa che l'opposizione ha criticato come opportunista e timorosa.
La proroga per l'attività riguarda anche le due centrali la cui chiusura era stata programmata per motivi di età: come sta succedendo in molte parti del mondo, in particolare negli Stati Uniti, la durata di vita dei reattori prevista inizialmente sarà prolungata. Una parte dei nuovi profitti, che secondo le stime potrebbero arrivare a 340 milioni di euro, spetterà al governo, che la userà per investimenti in energie rinnovabili.
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