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ITALIA - Politica



28-01-2010

No delle Regioni al decreto sui siti nucleari, ma il governo andrà avanti



No delle Regioni al decreto sui siti nucleari, ma il governo andrà avanti

Lo schema di decreto legislativo sulla localizzazione dei siti nucleari è stato bocciato dalle Regioni, anche quelle governate dal centrodestra: il 27 gennaio la Conferenza delle Regioni ha infatti approvato a maggioranza un documento con cui dà parere negativo sullo schema di decreto legislativo predisposto dal governo. Gli unici voti contrari sono arrivati da Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

«Siamo contrari al nucleare, è una scelta non positiva che non ha esiti immediati e che impatta negativamente su scelte di politica energetica già fatte», ha spiegato il presidente della Basilicata Vito De Filippo, secondo cui «la legge è incostituzionale, tanto che undici Regioni hanno già impugnato il provvedimento davanti alla Consulta».

Il Governo ha però fatto sapere che andrà avanti sulla sua strada: «L'odierno parere negativo della Conferenza delle Regioni non condiziona il processo di approvazione definitiva delle norme», ha dichiarato il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia, secondo cui «il parere negativo, ma non vincolante, della Conferenza delle Regioni conferma un atteggiamento pregiudizialmente negativo nel confronto sul futuro energetico del Paese».

Ora il decreto è al vaglio delle Commissioni parlamentari, che però prima di licenziare il proprio parere aspettano il responso della Conferenza unificata Stato-Regioni; la tempistica è diventata problematica perché i presidenti delle Regioni non hanno portato il documento approvato alla Conferenza unificata: se non sarà convocato un appuntamento ad hoc, l'esame del provvedimento sarà rinviato all'11 febbraio, cioè appena 4 giorni prima della scadenza della delega concessa al Governo. Il Governo, volendo, potrebbe comunque approvare lo stesso il decreto legislativo, anche senza l'approvazione delle Regioni.



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