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MONDO - Politica
29-01-2010
Obama: il nucleare fa parte del futuro energetico americano

Il nucleare fa parte del futuro energetico degli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente Barack Obama nel corso del suo primo discorso annuale sullo stato dell'Unione, tenuto a Washington il 27 gennaio.
Obama ha insistito su tutte le energie pulite, comprendendo anche «energia pulita e sicura da una nuova generazione di centrali nucleari». Su questo punto anche l'opposizione repubblicana si è trovata d'accordo con Obama: nella replica al discorso del presidente, il governatore della Virginia Bob McDonnell ha chiesto a sua volta più nucleare per gli Stati Uniti.
Secondo Obama, «la nazione che guiderà l'economia delle energie pulite sarà la nazione che guiderà l'economia globale». Per questo ha anche annunciato piani di sostegno alla matematica e alle scienze, che favoriranno la ricerca per evitare che la leadership tecnologica passi nelle mani della concorrenza europea o asiatica.
La posizione espressa da Obama conferma le sue dichiarazioni fin dalla campagna elettorale per un rilancio dell'energia nucleare e delle rinnovabili; questa politica è stata confermata e coronata dalla nomina al Dipartimento dell'energia dello scienziato Steven Chu, premio Nobel per la fisica nel 1997 e forte sostenitore delle fonti di energia a basse emissioni di gas serra.
Gli Stati Uniti sono il Paese al mondo con più reattori nucleari (104) e con la maggiore produzione (che copre il 20% del fabbisogno energetico nazionale); in particolare l'Illinois, lo Stato di cui Obama è stato senatore prima di diventare presidente, è quello con più centrali e quello che dal nucleare ricava la maggior percentuale della sua elettricità.
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