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MONDO - Commenti
08-02-2010
Il no alle centrali è una tragedia per la Scozia

La decisione di non permettere la costruzione di nuove centrali nucleari «è una tragedia per la Scozia». Lo ha dichiarato il ministro dell'energia britannico, Lord Hunt, in un'intervista al quotidiano The Scotsman.
Secondo Hunt l'opposizione ideologica al nucleare dello Scottish National Party (al governo) costa molto alla Scozia in termini di lavoro ma soprattutto è un'occasione mancata: quella di posizionarsi all'avanguardia mondiale per la tecnologia nucleare, così come lo è oggi per l'industria del petrolio.
Hunt ha citato l'esempio della centrale di Dounreay, dove dopo la chiusura dei 3 reattori il personale lavora al decommissionamento: «Sono stato recentemente nella centrale nucleare scozzese di Dounreay, e sono rimasto impressionato dalla competenza nucleare dei tecnici. È un vero peccato che queste persone non abbiano l'opportunità di lavorare con le centrali di terza generazione».
Hunt ha poi elogiato i grandi sforzi scozzesi per le energie rinnovabili e la cattura dell'anidride carbonica, ma ha escluso che questa politica sia in contrasto con la scelta nucleare.
La Scozia ospita ancora due centrali in attività, con 4 reattori in tutto, mentre 9 reattori sono stati chiusi. I nuovi reattori progettati nel Regno Unito sono invece tutti in Inghilterra, tranne il terzo della centrale di Wylfa (Galles).
(Nessum commento.)



