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Nasce l’Istituto europeo per la formazione sulla sicurezza
MONDO - Formazione/comunicazione
09-02-2010
È nata l’Accademia Nucleare Europea

È nata il 28 gennaio 2010 l'Accademia Nucleare Europea (European Nuclear Energy Leadership Academy, Enela). L'accademia si propone di attirare verso il campo dell'energia nucleare i giovani studiosi e di formare i futuri dirigenti.
Il trattato che fonda l'Accademia è stato firmato da 6 grandi industrie europee del nucleare: la francese Areva, l'inglese Urenco, la svedese Vattenfall e le tedesche EnBW, EOn e Axpo. La sede dell'Accademia sarà a Garching (in Germania, vicino a Monaco) e il primo direttore sarà Jean-Claude Gauthier, vice-presidente dell'Areva.
In un comunicato congiunto, i soci fondatori affermano: «Nella prospettiva del "rinascimento nucleare" in Europa, lo scopo di questa Accademia è formare giovani laureati con diversi background per prepararli ad assumersi grandi responsabilità e a dirigere le istituzioni e le aziende nucleari europee».
L'attività dell'Enela, che inizierà nel 2011, comprenderà un programma sulla gestione dell'energia nucleare e un programma sulla dirigenza, basato su un approccio teorico e pratico a questioni di economia, politica, tecnologia e diritto. L'Accademia servirà anche da comitato di esperti, raccogliendo specialisti internazionali, opinion leader e politici.
Per Stephan Döhler, vicepresidente esecutivo dell'Axpo, «è un evento molto importante. L'Accademia risponde alla necessità di unire gli sforzi per convogliare e formare i cervelli migliori a livello internazionale per l'industria nucleare europea».
Anche il commissario europeo all'energia, Andris Piebalgs, ha apprezzato la nascita dell'Enela: «Il settore nucleare affronta una grande sfida: consolidare ed estendere le conoscenze sul nucleare a un livello adeguato. È una questione che non riguarda solo l'industria, ma anche i ricercatori, le autorità regolatorie e il settore sanitario. L'Enela, concentrandosi sulle qualità dirigenziali, può contribuire a colmare le lacune degli attuali programmi di formazione».
Paolo Gangemi
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