Spigolature
15-04-2011
La storia di Takeshi, vittima (molto indiretta) di Fukushima

Il vecchio Takeshi (il nome è di fantasia) era contento: non solo la casa dove abitava nella cittadina di Iitate aveva resistito al catastrofico terremoto dell'11 marzo, ma trovandosi a quasi 40 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima era anche fuori della zona di evacuazione stabilita dal governo dopo l'incidente alla centrale.
Meno male, deve aver pensato Takeshi: a 102 anni non si è facilmente disponibili a passare dal vissuto della propria abitazione a un centro di accoglienza chissà dove.
Purtroppo per lui l'11 aprile, a un mese esatto dal terremoto, le autorità hanno deciso di cambiare i confini delle zone di evacuazione: non più in base alla distanza geografica da Fukushima, ma in base alla radioattività registrata. E, a Iitate, i livelli erano al di sopra della norma.
Anche la famiglia di Takeshi così ha dovuto raccogliere le proprie cose e abbandonare la casa. Ma il vecchio no, non ci voleva stare: del resto, avrà pensato, quanto potevano riguardarlo gli effetti della radioattività sulla salute nel lungo periodo?
Secondo le fonti di stampa, dopo una lunga discussione in famiglia Takeshi ha preso la decisione estrema: pur di non andarsene da casa sua ha preferito darsi la morte. Agli oltre 13.000 morti accertati a causa del terremoto si è aggiunta così la prima, e finora unica, vittima (anche se molto indiretta) della radioattività.
(Nessum commento.)



