Spigolature
29-04-2011
Cernobyl: le barzellette
Come tutti gli avvenimenti di grande impatto, l'incidente di Cernobyl ha dato lo spunto a un intero filone di barzellette, più o meno ciniche o macabre.
Eccone una selezione, in occasione del venticinquesimo anniversario dell'incidente (avvenuto nella notte fra il 25 e il 26 aprile 1986).
1) Le mele di Cernobyl sono buone? Certo, basta seppellire il torsolo bene in profondità.
2) «Quanti abitanti di Cernobyl ci vogliono per accendere una lampadina?». «Nessuno: quando prendono in mano le lampadine si accendono da sole».
3) Una vecchia signora espone dietro al proprio bancone al mercato una scritta: "Funghi di Cernobyl". Un passante chiede: «Ma pensa veramente che qualcuno li possa comprare?». «Altroché, un sacco di gente. Chi per il suo capo, chi per la suocera...».
4) Un bambino chiede al nonno: «Nonno, è vero che nel 1986 c'è stato un incidente alla centrale nucleare di Cernobyl?». «Sì, è vero», risponde il nonno carezzando la testa del bambino. «Ed è vero che non ci sono state conseguenze sulla salute?». «Verissimo», risponde il nonno, carezzando l'altra testa del bambino
5) Notizia sul giornale sovietico: «Ieri notte la centrale nucleare di Cernobyl ha soddisfatto i requisiti di rilascio di energia previsti dal piano quinquennale, in soli 4 microsecondi».
6) I sovietici sapranno sfruttare al meglio anche quest'incidente. Alle Olimpiadi del 1988 vinceranno a man bassa la corsa a tre gambe.
7) Dicono che i morti sono fra 2 e 2000? Al momento della costruzione della centrale qualcuno avrà detto: «Boris, quel pezzo lì fallo lungo fra 25 centimetri e due metri».
8) Le vittime di Cernobyl si accalcano all'ingresso in paradiso. San Pietro scuote la testa e, indicando la Pravda, spiega: «Mi dispiace, qui dice che possono entrare solo due di voi».
9) Come si chiamava il responsabile della sicurezza di Cernobyl? Maxim Risky.
N.B. Questa più che una barzelletta è una lieve storpiatura di un sorprendente fatto reale: il ministro ucraino dell'energia al momento dell'incidente si chiamava Maxim Rylsky.
10) Proprio Rylsky nel febbraio 1986, due mesi prima del disastro, aveva dichiarato: «Le possibilità di una fusione a Cernobyl sono irrilevanti, una ogni diecimila anni». E neanche questa è una barzelletta.
(Nessum commento.)



