Spigolature
01-09-2011
Come proteggere le centrali? Con le mangrovie

L'incidente di Fukushima, causato principalmente dallo tsunami che ha travolto i reattori, ha evidenziato la necessità di proteggere meglio gli impianti nucleari dalle onde anomale sollevate dai maremoti.
In Giappone, la società Chubu Electric Power Company ha deciso misure straordinarie per la propria centrale di Hamaoka: oltre a una serie di dune di sabbia alte fra 10 e 15 metri, costruirà un muro alto 18 metri, che avrebbe resistito anche all'onda record dell'11 marzo.
In India, per motivi ambientali e forse anche economici, stanno pensando a un'altra soluzione: le protezioni naturali. Lo scienziato Monkombu Swaminathan, molto famoso nel suo Paese per aver rivoluzionato la gestione delle risorse naturali, ha presentato al Dipartimento dell'energia atomica e al Ministero dell'ambiente una proposta originale: piantare mangrovie intorno alle centrali nucleari indiane che si trovano lungo la costa, e quindi a rischio in caso di tsunami. Le mangrovie, che crescono rigogliose in buona parte dell'India, sarebbero infatti «scudi biologici» che rallentano la velocità delle onde. Altri scienziati sono però scettici: secondo loro è accertato che le mangrovie svolgono un'azione di protezione contro i cicloni, ma non è dimostrato che possano funzionare anche contro gli tsunami.
Le centrali indiane sono progettate per resistere ai terremoti, ma non sono testate contro gli tsunami. Il rischio però è concreto: lo tsunami del 2004 ha colpito l'impianto nucleare di Kalpakkan (Sud del Paese), danneggiando il campus anche se fortunatamente non i reattori.
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