In Cina gli Epr sono puntuali

Sono perfettamente puntuali a Taishan (Cina sud-orientale) i lavori per le centrali del modello francese Epr, che a Olkiluoto (Finlandia) e Flamanville (Francia) hanno visto invece sommarsi ritardi su ritardi.

Se la tempistica continuerà a essere rispettata, come tutto lascia credere, i due reattori saranno inaugurati nel 2013 e nel 2014 rispettivamente. Il motivo non è, come si potrebbe pensare, una minore attenzione alla sicurezza da parte dei cinesi: è che i costruttori hanno fatto tesoro delle esperienze e degli errori commessi in Europa.

In Cina gli Epr sono puntuali

Innanzitutto, dal momento che i reattori di Flamanville e Olkiluoto sono stati i primi del loro genere a essere messi in costruzione, le tecniche erano nuove, mentre a Taishan gli ingegneri si sono potuti basare su quelle esperienze.

Inoltre è stata semplificata la divisione delle opere e sono state apportate modifiche alle procedure di saldatura: due iniziative che hanno eliminato molti dei problemi incontrati nei due cantieri europei. Infine, la China Guangdong Nuclear Power Company (CGNPC), che sta costruendo la centrale insieme alla francese Areva, ha sfruttato l’esperienza delle ditte cinesi subappaltatrici, con le quali collabora dal 1980.




Tutti questi accorgimenti potranno essere messi in atto anche nelle prossime centrali Epr in Europa, fra cui probabilmente quelle italiane, tranne uno: la forza lavoro cinese. Attualmente sono 9000 i cinesi che lavorano nel cantiere, con turni di 10 ore al giorno per 7 giorni alla settimana.

Il risultato è eloquente: il posizionamento della struttura di contenimento di cemento – l’elemento più appariscente di una centrale – è previsto a Taishan per il maggio del 2011, addirittura un mese prima di Flamanville, nonostante i lavori siano cominciati dopo.

E tutto ciò nonostante le condizioni ambientali abbiano richiesto opere aggiuntive: per proteggere la centrale dai tifoni estivi sono stati costruiti una diga e una serie di canali di scolo. Altri lavori sono stati necessari a causa della temperatura dell’acqua marina maggiore rispetto a quella dell’Europa centrale e settentrionale.

Paolo Gangemi

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Autore di Nuclear News. Appassionato di Internet e di divulgazione delle informazioni in rete, soprattutto quelle che riguardano l'ambiente in genere.

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